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Iperammortamento 2026: dal 12 giugno apre la piattaforma GSE per le domande

Giugno 11, 2026

A partire dalle ore 12:00 di venerdì 12 giugno 2026 diventa operativa la piattaforma GSE per l’iperammortamento 2026. Si tratta di un passaggio atteso da mesi dalle imprese che hanno programmato investimenti in beni strumentali avanzati: con questa apertura prende avvio concretamente la nuova misura agevolativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. In questa prima fase, però, lo sportello apre solo parzialmente. Vediamo cosa è possibile fare da subito e quali sono i punti che ogni impresa deve presidiare per non perdere il beneficio.

Cosa apre il 12 giugno: solo le comunicazioni preventive

L’apertura della piattaforma, disposta dal Decreto Direttoriale del MIMIT del 10 giugno 2026 dopo il via libera della Corte dei Conti, riguarda esclusivamente le comunicazioni preventive (ex ante). Questa prima comunicazione ha una funzione precisa: prenotare le risorse a fronte degli investimenti pianificati. L’accesso avviene dall’Area Clienti GSE, tramite SPID o CIE, ed è richiesta una comunicazione distinta per ciascuna struttura produttiva interessata dagli interventi. Nella comunicazione vanno indicati, tra l’altro, i dati identificativi dell’impresa e della sede, la tipologia e l’ammontare degli investimenti e la data prevista di interconnessione o di entrata in funzione.

Come funziona l’iperammortamento 2026

A differenza dei precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, l’iperammortamento non è un contributo immediato né compensabile in F24: consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, che si traduce in quote di ammortamento (o canoni di leasing) più elevate lungo la vita utile del bene. La maggiorazione è strutturata su scaglioni di investimento, calcolati annualmente:
    • +180% sulla quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • +100% sulla quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
    • +50% sulla quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni.
Oltre i 20 milioni non è prevista alcuna maggiorazione. È importante ricordare che gli scaglioni si applicano agli investimenti completati in ciascun anno e si azzerano all’inizio di ogni esercizio. Rientrano nell’agevolazione i beni materiali e immateriali 4.0 (Allegati IV e V alla L. 199/2025), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione, e gli investimenti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di storage.

La procedura non si esaurisce con la prenotazione

La comunicazione preventiva è solo il primo dei passaggi previsti. La procedura si articola in più fasi: alla prenotazione seguono la conferma dell’investimento, da trasmettere entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE con evidenza di un pagamento pari ad almeno il 20% del costo, e la comunicazione di completamento al termine dell’interconnessione. Per gli investimenti più rilevanti è inoltre richiesta una perizia tecnica asseverata. Il rispetto puntuale di scadenze e sequenza procedurale è la condizione essenziale per accedere effettivamente al beneficio: errori formali o documentazione carente possono determinare la decadenza, totale o parziale, dell’agevolazione.

Pianificare per tempo fa la differenza

L’iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità significativa per le imprese che investono in trasformazione tecnologica ed efficienza energetica, ma richiede una verifica preventiva accurata della riconducibilità degli investimenti alla misura e una corretta gestione documentale. Soprattutto per le aziende energivore e le realtà industriali con investimenti articolati su più sedi, l’impostazione corretta della pratica fin dalla comunicazione preventiva è decisiva. Se la tua azienda sta valutando investimenti agevolabili e vuole affrontare la procedura GSE con un supporto tecnico qualificato, contattami per una valutazione preliminare: analizziamo insieme l’ammissibilità degli interventi e definiamo la strategia documentale più solida.